TIA. O se non volete l’acronimo inglese, chiamatelo attacco ischemico transitorio o mini-ictus. Siamo di fronte comunque a una situazione legata a carenza temporanea dell’apporto di sangue ed ossigeno in un’area del cervello. Quindi, per definizione, non dovrebbe lasciare esiti che si mantengono nel tempo: una volta che il sangue ritorna ad irrorare la zona sofferente, tutto ridiventa come prima. Forse però non sempre è così. E non sotto l’aspetto della lesione, che tende a scomparire entro qualche ora. Ma per gli strascichi che possono permanere. Anche a distanza. Perché chi viene colpito da questa ischemia temporanea può andare più facilmente incontro ad astenia prolungata, anche per un anno e addirittura può veder iniziare un deficit cognitivo che poi tende a peggiorare. A dirlo sono due studi, pubblicati rispettivamente su Neurology e Jama Neurology.
TIA o mini-ictus: ecco perché bisogna intervenire subito per evitare danni al cervello
Federico Mereta
12 Marzo 2022
Astenia prolungata






