NEW YORK — Monica Vitti non ha avuto figli, ma aveva un legame profondo con i nipoti. Abbiamo incontrato i figli di Giorgio (uno dei suoi due fratelli, tre anni più grande), alla vigilia dell’apertura a New York della retrospettiva di Cinecittà e Film at Lincoln Center «Monica Vitti. La Modernista», la prima dedicata all’attrice in Nord America. Giorgio Ceciarelli, 60 anni, vive da 35 in New Jersey, dove ha dei ristoranti. Sua sorella Patrizia, 61 anni, è venuta a trovarlo da Pozzallo, in Sicilia. Vitti non venne mai in America: aveva paura di volare. «Non ha mai preso voli lontani, neanche per andare a trovare lo zio Franco, il fratello più grande, che viveva in Messico», racconta Patrizia. Ma con questa rassegna di 14 film, alcuni appena restaurati da Cinecittà, Vitti diventa «ambasciatrice senza uguali del cinema italiano in America», spiega la ceo di Cinecittà Manuela Cacciamani. «Vitti rappresenta la doppia anima del nostro cinema: quella d’autore, come musa di un regista poeta e impervio come Michelangelo Antonioni, il padre della modernità cinematografica. E allo stesso tempo la stella della commedia all’italiana, il nostro genere più popolare. In lei queste due anime distanti si incarnano in uno stesso corpo, talento, voce e bellezza». «Sono così contento che i miei figli potranno vederli — ci dice Giorgio —. È la bellezza di questo tipo di iniziativa di preservazione dell’arte, veramente la riapre, per le generazioni che vengono. Non vedo l’ora di sentire che cosa mi dicono i miei figli».