PADOVA - Ripetono come un mantra che «un bimbo piccolo è un tesoro». E lo prendono in carico con il massimo dell’attenzione. Professionale, per arrivare a una diagnosi rapidissima, e umana, per rendere meno impattanti gli esami strumentali. Per esempio, utilizzando, come è successo ieri, un dispositivo che è una sorta di materassino gonfiabile che, una volta pieno di aria, accoglie come in un abbraccio il neonato da sottoporre ad accertamento radiologico, il quale, sentendosi cullato come tra le braccia di mamma e papà, si addormenta spontaneamente dopo la poppata, senza bisogno di sedazione: nella fattispecie il paziente ha 10 giorni, ma nei giorni scorsi quello stesso abbraccio aveva avvolto un neonato di 8 ore.

L’Unità operativa complessa di Neuroradiologia e Radiologia Pediatrica dell’Azienda Ospedale Università diretta dal professor Francesco Causin, infatti, è un centro super specialistico di riferimento nazionale per la diagnostica in fase precocissima, tanto che i pazienti più piccoli sono nel grembo materno. Ci sono poi i prematuri, i lattanti, i bimbi svezzati, gli adolescenti fino ai più grandi che hanno 18 anni. Coordina le attività di 2 Unità operative semplici: Radiologia Pediatrica, al vertice della quale c’è Monica Zuliani, e Neuropatologia Pediatrica, di cui è responsabile Ignazio D’Errico. I tre specialisti, affiancati dal dg Giuseppe Dal Ben, hanno fatto un bilancio sull’attività che registra un trend in crescita: nel 2024 sono state erogate 9.195 prestazioni, a fronte delle 8.518 del 2023 (+11%).