Nuova crisi fra Skopje e Sofia, impegnate da anni in una disputa di carattere storico, identitatrio e linguistico, che sta rallentando il cammino della Macedonia del Nord verso l'integrazione nella Ue.
La dirigenza macedone è sul piede di guerra contro la posizione degli eurodeputati bulgari che chiedono l'eliminazione dal testo di un rapporto sui progressi di Skopje verso l'adesione alla Ue del passaggio sul "riconoscimento della lingua e dell'identità macedone".
Una posizione che la dirigenza macedone non ha esistato a definire di carattere neonazista. "E' una vergogna per Sofia e una tragedia per l'Unione europea e per il diritto internazionale la posizione pubblicamente espressa dagli eurodeputati bulgari, che in modo estremamente aggressivo, da posizioni di sciovinosmo pesante con elementi di neonazismo, hanno attaccato la frase nel rapporto di Thomas Waitz sulla Macedonia del Nord in cui si afferma il "riconoscimento della lingua e dell'identità macedone", ha detto una fonte del governo di Skopje, secondo cui Sofia chiede l'eliminazione dal testo di tale passaggio. La Bulgaria, ha osservato la fonte, con tali pretese viola le norme del diritto internazionale, che includono il diritto all'autodeterminazione, alla sovranità e integrità territoriale, alla non ingerenza negli affari interni. Quanto accade al Parlamento europeo, è stato sottolineato a Skopje, è un "atto di terrorismo contro la democrazia nella Ue". Il rapporto in questione doveva essere discusso e votato oggi alla commissione esteri dell'Assemblea di Strasburgo, ma il tutto è stato rinviato al 24 giugno. Sofia sostiene che non esiste una vera e propria lingua macedone, che sarebbe in realtà un dialetto del bulgaro, e accusa Skopje di impossessarsi della paternità di personaggi storici bulgari. Rinfaccia al tempo stesso alla dirigenza macedone di discriminare la minoranza bulgara in Macedonia del Nord, e chiede emendamenti ala costituzione macedone per l'inclusione ufficiale in essa della minoranza bulgara. Cosa che la dirigenza nazionalista a Skopje non accetta. Per questo la Bulgaria blocca l'avvio concreto del negoziato di adesione della Macedonia del nord alla Ue, sancito quasi tre anni fa da Bruxelles, unitamente a quello con l'Albania, che ha già fatto notevoli progressi.






