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Il presidente russo ha affermato che, nelle condizioni attuali, non vi è la possibilità che si possano tenere incontri ai vertici

Vladimir Putin chiude le porte a nuovi possibili colloqui di pace a Istanbul. "Di cosa dovremmo parlare? Chi negozia con chi fa affidamento sul terrore, con i terroristi?", ha affermato il presidente russo a proposito della richiesta di un incontro ai vertici avanzata più volte dal leader ucraino Volodymyr Zelensky. "Chiedono di sospendere le azioni militari per 30 o addirittura 60 giorni, chiedono un incontro al più alto livello. Ma come si possono tenere incontri del genere in queste condizioni?", ha continuato il capo del Cremlino, affermando che "il regime già illegittimo di Kiev stia gradualmente degenerando in un'organizzazione terroristica" e che il governo del Paese invaso è "marcio e corrotto".

Putin ha anche fatto menzione alla detonazione di un ponte nella regione di Bryansk, che è crollato su un treno passeggeri provocando sette morti e 100 feriti. "Naturalmente ovunque e sempre durante i conflitti armati i civili sfortunatamente soffrono. Ma quello che è avvenuto nella regione di Bryansk è stato un attacco deliberato ai civili", ha affermato, sottolineando anche il fatto che "Non molto tempo fa le autorità ucraine e i loro alleati sognavano una sconfitta strategica della Russia sul campo di battaglia. Oggi, in presenza delle gravi perdite ucraine e del ritiro lungo tutta la linea del fronte, nel tentativo di intimidire la Russia le autorità di Kiev hanno fatto ricorso all'organizzazione di attacchi terroristici".