di

Emanuele Buzzi

Il fondatore dà l’incarico a uno studio milanese sei mesi dopo l’estromissione

Beppe Grillo rompe gli indugi e si prepara alla guerra legale per riappropriarsi del simbolo e del nome del M5S. I Cinque Stelle fanno muro e parlano di «prerogative infondate». La mossa arriva a sei mesi di distanza dal voto degli attivisti stellati, un voto che ha eliminato il ruolo del garante e di fatto messe alle porte Grillo nel Movimento contiano. «Vedere questo simbolo rappresentato da queste persone mi dà un senso di disagio — fu il commento di Grillo all’epoca — Fatevi un altro simbolo. Il Movimento è stramorto, ma l’humus che c’è dentro no».

Ora, il fondatore stellato — dopo aver «congelato» l’idea a lungo — va in contropiede e sfodera le carte (legali). Grillo si affida a due avvocati milanesi: Matteo Gozzi dello studio Danovi e Giulio Enea Vigevani dello studio Melzi d’Eril Vigevani. Vigevani è professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, editorialista del Sole 24Ore, mentre Gozzi insegna diritto processuale civile progredito nello stesso ateneo. Difficile ipotizzare tempi ed evoluzione dell’iter.La notizia della causa imminente ha provocato la reazione dei vertici M5S. «Siamo assolutamente tranquilli», fanno sapere da Campo marzio. E precisano: «Se e quando dovesse esserci questa nuova iniziativa giudiziaria leggeremo le carte e i nostri avvocati risponderanno a tono». Nel Movimento continuano a pensare che le pretese avanzate sul simbolo siano «infondate».