di

Donatella Tiraboschi

Malato da tempo, aveva 68 anni. Per la versatilità della sua voce e la comicità surreale, aveva spesso ricoperto ruoli da caratterista

La Bergamo dell’arte perde un nome di eccellenza. Dopo una lunga malattia è mancato Pietro Ghislandi attore di professione e ventriloquo per eccellenza. Artista polivalente, vantava un bagaglio quanto mai diversificato in cui la versatilità della voce era l'elemento che più lo contraddistingueva. Aveva compiuto 68 anni lo scorso 19 aprile. Ghislandi si era rivelato al grande pubblico come comico-ventriloquo con il suo pupazzo Sergio nella trasmissione di RaiUno Fantastico 7 condotta da Pippo Baudo. Da allora il suo pupazzo Sergio era diventato compagno inseparabile della sua carriera: complice della sua satira pungente, il pupazzo era una sorta di ingenuo Pierino irriverente, «voce della coscienza» dell'attore-ventriloquo.

Grazie alle sue capacità espressive e alla sua recitazione surreale, simile a quella di Renato Pozzetto, Ghislandi è stato spesso chiamato a ricoprire ruoli da caratterista, lavorando con una buona continuità sia al cinema che in televisione. Ghislandi, attore impegnato, ha vantato alcune preziose partecipazioni nel cinema in film come Muro di gomma di Marco Risi, I mitici, colpo gobbo a Milano di Carlo Vanzina, Vajont e Porzûs di Renzo Martinelli. È stato anche uno degli attori scelti da Leonardo Pieraccioni nei suoi film di successo: Il principe e il pirata, Il paradiso all'improvviso, Ti amo in tutte le lingue del mondo e in Professor Cenerentolo, nel quale interpreta il galeotto Pangrattato.