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Domenica al torneo di scacchi Norway Chess il norvegese Magnus Carlsen ha perso contro il diciannovenne Gukesh Dommaraju in modo piuttosto inatteso, per le doti di Carlsen e per come si era messa la partita. Carlsen ha reagito alla sconfitta sbattendo il pugno sul tavolo con rabbia, ribaltando i pezzi sul tavolo, un comportamento piuttosto raro in uno sport come gli scacchi e per un giocatore come Carlsen; subito dopo comunque ha stretto la mano all’avversario.
Da una decina d’anni Carlsen, 34 anni, viene considerato il miglior scacchista al mondo ed è ancora primo nel ranking globale seppur nell’ultimo periodo non abbia quasi mai giocato con la modalità classica, quella in cui si comincia con la disposizione convenzionale degli scacchi e in cui ciascun giocatore ha almeno 120 minuti di tempo per giocare. Il Norway Chess anzi era il primo torneo giocato con le regole tradizionali a cui partecipava dalle Olimpiadi di Scacchi del settembre del 2024.
Allo stesso tempo l’avversario di Carlsen era lo scacchista emergente più forte al mondo, terzo nel ranking globale e attuale campione del mondo in carica, visto che lo scorso dicembre Gukesh ha vinto il Campionato mondiale (diventando, a 18 anni, il più giovane di sempre a riuscirci). A quella serie di partite, così come alla precedente, Carlsen non aveva partecipato (scegliendo prima di non difendere il titolo, quindi, e poi di non partecipare al torneo dei candidati), perché da qualche tempo dice che gli scacchi tradizionali lo hanno un po’ annoiato, principalmente perché le nuove possibilità di studio date dalla tecnologia diminuiscono lo spazio lasciato alla creatività degli scacchisti, soprattutto nelle fasi iniziali delle partite giocate in quel modo.









