PONZANO (TREVISO) - Coppia di anziani si trova faccia a faccia con il ladro. Lui, il ladruncolo, che vistosi scoperto ha detto in dialetto “gò sbaja casa”, di circa 25 anni. Loro, i derubati, che sono ricorsi alle cure del pronto soccorso nella notte. Rosanna Tonellato ha 77 anni e il marito, che è stato strattonato e buttato a terra per una catenina d’oro, si chiama Giuseppe Piovesan e di anni ne ha 82. «Ho preso così tanta paura che non so come farò a riprendermi. Ho sentito dei rumori sospetti al piano di sopra e sono andata a controllare. Ho aperto la porta della stanza da letto e dietro la porta, nascosto, c’era il ladro. L’ho visto benissimo, non aveva nulla a coprirgli il volto. È scappato giù dalle scale e lì ha trovato mio marito che ha tentato di fermarlo e gli è corso dietro, verso il garage. Non l’ha bloccato, anzi, si è beccato uno spintone che l’ha fatto ruzzolare a terra. Non è più un ragazzino, poteva andare molto peggio. Ha riportato la distorsione della spalla e botte un po’ dovunque. ma non è rotto» racconta Rosanna.

Tutto succede lunedì pomeriggio, alle 15,45, in via Postumia, a Merlengo di Ponzano. I due anziani sono in casa, lui sta sonnecchiando in divano mentre lei è uscita nell’orto per stendere i panni. Lascia la porta del garage aperta per una decina di minuti. Quel tanto che basta al ladro per infilarsi dentro. Giuseppe non si accorge di nulla, ma quando Rosanna rientra sente dei rumori sospetti. Lo dice al marito e salgono a controllare tutti e due. Non vedono nulla, ridiscendono, ma lei è convinta di aver sentito dei rumori. Torna su e si trova faccia a faccia con il ladro. La figlia della coppia, Silvia Piovesan, è ancora spaventata: «Quando mi ha telefonato mia madre e mi ha parlato di un ladro in casa, hanno cominciato a tremarmi le gambe. Sono anziani e ho pensato subito al peggio. Poi, nella notte, mio papà ha accusato forti dolori alla spalla e lo abbiamo portato in ospedale. Deve stare con il braccio al collo per 7 giorni ed è contuso in più parti ma, tutto sommato, poteva andare peggio».