Il mercato italiano dell’auto nuova resta stagnante. I dati del Ministero rivelano una contrazione dei volumi dello 0,2% in maggio con un calo dello 0,5% nei primi cinque mesi del 2025 (722.452 unità). Rispetto al periodo pre Covid la flessione continua a essere pesante perché le vendite sono inferiori di oltre il 20%. Seppur con quote ancora non troppo significative, impressiona l’avanzata dei marchi cinesi, tra l’altro nemmeno grazie all’offensiva elettrica. O, almeno, non solo.
Delle 139.390 auto targate lo scorso mese, oltre 7.200 sono state immatricolate complessivamente dalla MG (+16,1% in maggio, ma anche +45,5% da inizio anno), dalla BYD (+3.570%, +2.726% in cinque mesi) e dalla Omoda (+4.840% e +3.036%). Senza contare la DR, che produce in Italia su licenza di costruttori della Repubblica Popolare e che ha consegnato ulteriori 2.636 macchine, o la Volvo (1.160) e la Link & Co (25), entrambe controllate dalla Geely. Con il Suv ZS, la MG compare anche nella Top 10 delle auto più vendute da inizio anno: con 14.100 unità consegnate è nona e precede un modello tradizionalmente molto amato dagli italiani come la Renault Clio.
La quota di mercato delle elettrificate è arrivata all’11,5% con le elettriche pure al 5,1%: “In aumento rispetto al 4,8% di aprile e al deprimente 3,6% dello stesso mese del 2024, fortemente penalizzato dalla lunga attesa degli incentivi”, rileva nel proprio comunicato l’Unrae, l’associazione delle case estere che operano in Italia. Il sodalizio ha sottolineato nuovamente la necessità di una “urgente la revisione della fiscalità delle auto aziendali in chiave ‘green’”.







