La psicoterapeuta Andreoli spiega: "Per il nostro ordinamento l’età del consenso è fissata ai 14 anni". Martina quando iniziò la relazione con Alessio Tucci ne aveva solo 12
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C’è una domanda che si fa spazio nel dibattito pubblico dopo l’omicidio di Martina Carbonaro, colpita con una pietra dall’ex fidanzato Alessio Tucci, ora trasferito dal carcere di Poggioreale ad un altro penitenziario della regione. Un mancato abbraccio ha scatenato la “crudeltà”, contestata anche dai pm, che avrebbe lasciato la 14enne “in agonia” per diversi minuti. Ma perché, alcuni si chiedono, una bambina di 12 anni si è “fidanzata” per due anni con un ragazzo decisamente più grande di lui?Il primo a sollevare platealmente il dilemma è stato il presidente della Campania Vincenzo De Luca, poi attaccato dalla influencer Valeria Angione. Tesi che, al netto delle modalità “errate” con cui il governatore può aver espresso il concetto, trova d’accordo anche la dottoressa Stefania Andreoli. “Per il nostro ordinamento l’età del consenso è fissata ai 14 anni - ha spiegato l’esperta a Quarta Repubblica - Per cui qualunque contatto erotizzato, fisico, ancorché consenziente, da parte del soggetto di meno di 14 anni, in questo caso parliamo di una ragazzina che all’epoca ne aveva 12, anche se desiderato e ricambiato, si profila comunque da parte dell’altra persona come violenza sessuale su minori”. Alessio Tucci, infatti, all’inizio della relazione con Martina aveva 17 anni. “L’intervento dei genitori sarebbe stato non solo opportuno ma anche obbligatorio e necessario - ha aggiunto la psicoterapeuta - come ogni occasione nella quale, come adulti, veniamo a conoscenza di reati di qualunque tipo e in questo caso verso i minori”.












