Il sostegnoIl cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha espresso «delusione per la scelta del Governo di modificare in modo unilaterale le finalità e le modalità di attribuzione dell’8 x mille di pertinenza dello Stato»di Redazione Roma4 giugno 20254' di letturaI punti chiaveLa replica del GovernoZuppi: «Delusione per la scelta del Governo» Tajani, sull’8x1000 alla Chiesa il dibattito è apertoLa destinazione dell’otto per mille del gettito IrpefL’impiego dei fondi da parte dello Stato e della Chiesa cattolicaLa graduale estensione ad altre confessioni religiose La legge 157 del 2019 4' di letturaSi accende la polemica sull’8 per mille, con il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, che dal capoluogo felsineo martedì 3 giugno ha espresso «delusione per la scelta del Governo di modificare in modo unilaterale le finalità e le modalità di attribuzione dell’8 x mille di pertinenza dello Stato». È una scelta, ha aggiunto Zuppi, «che va contro la realtà pattizia dell’accordo stesso, che ne sfalsa oggettivamente la logica e il funzionamento, creando una disparità che danneggia sia la Chiesa cattolica che le altre confessioni religiose firmatarie delle intese con lo Stato».La replica del GovernoMa in serata è arrivata una replica da fonti del governo dove si è precisato che in realtà è stata soltanto fissata una sesta finalità. «La modifica all’articolo 47 della legge 222/85 fu introdotta dalla maggioranza parlamentare - è stato chiarito da fonti vicine a Palazzo Chigi - che sosteneva il governo Conte 2 con la legge n.157 che convertiva il dl 124 del 26/10/2019. Si introdusse la possibilità per il contribuente di poter scegliere direttamente, in caso di scelta dell’8x1000 allo Stato, a quale delle cinque tipologie di intervento destinare il proprio contributo. Nel 2023 il Governo Meloni ha semplicemente inserito una sesta finalità al fine di poter sostenere le comunità di recupero dalle tossicodipendenze e dalle altre dipendenze patologiche».Zuppi: «Delusione per la scelta del Governo» Da Bologna Zuppi, come ha riferito il Sir, ha tuttavia tenuto a ricordare «che quella fonte di risorse ci permette di essere vicini alle esigenze delle persone e a coloro che sentiamo più vicini alle nostre preoccupazioni: la lotta alla povertà, l’educazione, le tante emergenze in Italia e nel mondo». Queste - ha sottolineato - «sono una parte importante del nostro sforzo, per tutti. Restiamo comunque fiduciosi - non è soltanto perché è il Giubileo della speranza, ma ne siamo convinti - nella composizione del contenzioso, nel rispetto delle finalità proprie per le quali il meccanismo dell’8x1000 è stato istituito e che non possono essere modificate, se non di comune accordo», ha osservato ancora Zuppi, che in ogni caso ha tenuto a ribadire «la delusione della scelta del Governo».Duro il leader di Iv Matteo Renzi per il quale «la scelta del Governo di andare contro la Cei e contro la Chiesa Cattolica sull’8 per mille è l’ennesima dimostrazione di un modo di concepire le Istituzioni arrogante e sordo al confronto. Togliere alla Chiesa Cattolica quello che le spetta in virtù del Concordato e farlo perché magari non si condivide la posizione della Cei sui migranti è l’ennesimo colpo di testa del duo Meloni-Mantovano». Condanna anche da parte del senatore Enrico Borghi, anch’egli di Italia Viva, che parla di «decisione dirigista e statalista del governo di modificare l’8 per mille per la Chiesa cattolica e le altre confessioni», e a questo punto «non fa che tradire una volta di più il volto insofferente ad ogni espressione della libertà organizzativa, della sussidiarietà e dell’autonomia dei corpi intermedi».Tajani, sull’8x1000 alla Chiesa il dibattito è apertoSulla modifica alle norme per l’8x1000 «non è successo nulla di strano: una parte viene destinata alle comunità di recupero dei tossicodipendenti, che in gran parte sono gestiti da rappresentanti della Chiesa, quindi, nella sostanza, non ci sono danni per la Chiesa. È un dibattito aperto, stiamo discutendo con la Chiesa su questo argomento», ha spiegato Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, alla trasmissione Ping Pong su Rai Radio1. Tajani ha così risposto alle parole del presidente della Cei. Sulla presa di posizione di Renzi, che aveva detto che il governo ha scelto di andare contro la Cei e contro la Chiesa cattolica, Tajani ha risposto: «Lasciamo stare le parole dell’opposizione. La Chiesa non ha bisogno di difensori, la Chiesa cattolica e la Conferenza episcopale parlano da soli».