Sul «Financial Times» il designer dei grandi successi Apple e la vedova di Steve Jobs raccontano il passato e parlano del gadget che verrà e che potrebbe oscurare l'iPhone: «Molti di noi hanno un rapporto difficile con la tecnologia: dipendenza dallo schermo, danni dei social. Si può fare meglio»
Il futuro dispositivo hardware su cui stanno lavorando OpenAI e Jony Ive continua a suscitare grande curiosità. Un po' per i nomi coinvolti: la coppia creata da Sam Alman e dal designer britannico evoca suggestioni importanti e forse un po' forzate. Il ceo di OpenAI nella parte che fu di Steve Jobs, il manager visionario e capace di spingere sempre oltre i suoi collaboratori. Il leggendario designer dei più grandi successi Apple in quella di se stesso, solo più maturo e consapevole. Suggestioni che prendono vigore anche dal colloquio pubblicato sul Financial Times, tra Matthew Garrahan (responsabile delle piattaforme digitali dell'FT ed editorialista), Jony Ive e Laurene Powell Jobs, vedova di Steve Jobs e amica di lunga data del creativo inglese. Tra Ive e Powell Jobs c'è un lungo rapporto di conoscenza, stima e amicizia, con il designer che ricorda le lunghe ore passate a casa di Laurene e Steve fin dai tempi dell'iMac, negli anni Novanta. Ma chiaramente la parte più interessante dell'intervista di Garrahan è dove il discorso entra sul futuro di Ive e sul suo coinvolgimento nei progetti di OpenAI dopo l'acquisizione della startup «io».






