BASILEA. Un sibilo. Uno stridìo appena più accentuato nelle curve. Tutto qui. La quiete della Foresta Nera è salva. Ha tutto un altro sapore sgusciare tra le serpentine d’asfalto immerse nella natura alla guida di un’auto elettrica, come ci è capitato di fare in uno scenario tra i più spettacolari offerti dalla Germania al volante dell’ultima generazione delle elettriche Peugeot, la 3008 e la 5008. Stesso pianale, stessa potenza, stesse caratteristiche tecniche, ma dimensioni e comfort differenti. Il powertrain delle auto utilizzate per il test era il top di gamma da 325 cavalli totali, con un motore da 213 collegato all’asse anteriore e uno da 112 collocato su quello posteriore, connessi tramite cablaggio per viaggiare anche a quattro ruote motrici. Il sistema è alimentato da una batteria da 75 kWh, omologati per percorrenze dai 485 ai 526 chilometri per la 3008 e dai 465 ai 500 chilometri per la 5008. Per entrambi i modelli, Peugeot offre anche la possibilità di sola trazione anteriore (motori da 213 o 231 cavalli) e una versione «long range» con batteria da 96,9 kWh, omologata per consumi tra i 669 chilometri della 3008 ai 637 della 5008.
Tra i due Suv c’è una spanna di differenza in lunghezza (454 centimetri della 3008 contro 479 centimetri della 5008) e 50 millimetri in larghezza (1895 centimetri della 3008 contro 1890 della 5008), con l’auto più corta che risulta anche appena più bassa (1641 centimetri) rispetto alla sorella maggiore (1690). E questo ha anche un impatto visivo, con la 3008 che appare più «sportiva» e la 5008 a fare la parte della «signora Suv». Anche nell’abitacolo, le sensazioni sono diverse. Non tanto sui sedili anteriori, dove lo spazio è adeguato, pur se limitato dal tunnel centrale molto ampio, ma sul divano posteriore: c’è spazio per le gambe, però chi è alto sopra il metro e 80 non ha tantissimo spazio sopra la testa. Nella 5008, la situazione cambia, merito anche della forma meno slanciata dell’abitacolo. Gli interni comunicano cura e modernità, con sedili di ispirazione sportiva, plancia in tessuto (riciclato) che rimanda quasi un’idea «premium» e il cruscotto-display avvolgente, appena coperto dal volante tagliato in stile «racing». C’è anche un display secondario centrale, che serve a gestire tutte le funzioni dell’auto. L’impatto è per nulla discreto, ma l’ampiezza degli spazi «touch» per aprire i vari menu consente di non distrarsi troppo dalla guida.






