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Domenica l’Ucraina ha messo in atto il più ambizioso attacco con droni in territorio russo dall’inizio della guerra, che ha colpito almeno due basi aeree e distrutto caccia e bombardieri. L’attacco ha danneggiato in maniera seria le capacità aeree russe e ha avuto anche un notevole valore simbolico, perché ha colpito in profondità nel territorio russo, dopo un’operazione di intelligence durata mesi.

Le due basi colpite sono quelle di Olenya, nel nord-ovest della Russia, non lontano dal confine con la Finlandia, e di Belaya, a sud-est, poco sopra il confine con la Mongolia. La base di Belaya si trova a circa 4.300 chilometri dalla linea del fronte: è la prima volta che l’Ucraina riesce ad attaccare così in profondità. La Russia sostiene di essere riuscita a sventare attacchi in altri tre posti, ma è impossibile verificarlo indipendentemente.

I droni che hanno attaccato le due basi sono partiti da camion che erano stati fatti entrare clandestinamente in Russia e parcheggiati a pochi chilometri di distanza dalle rispettive basi. Sopra al cassone, i camion avevano montato una specie di doppio soffitto scoperchiabile, che conteneva i droni posizionati per il decollo. Nella foto qui sotto, condivisa in seguito dalle forze di sicurezza ucraine, si vede il doppio soffitto ancora in fase di preparazione, prima di essere montato sul cassone dei camion.