Genova – L’ amaro Barzotto - acronimo monello dell’incrocio tra basilico, orzo e chinotto - della Liquoristica Ligure si aggiudica il World Drinks Awards e la medaglia d’oro all’Iwsc, l’International wine & spirits competition che dal 1969 seleziona candidati da tutto il mondo assegnando i premi di categoria e considerato tra i maggiori riconoscimenti internazionali (di fatto è paragonabile all’Oscar di Hollywood per il cinema). Liquoristica Ligure bissa quindi il successo ottenuto nel 2024 dal liquore Basanotto (acrononimo con lo stesso stile di basilico, salvia e chinotto). L’azienda genovese, recentemente fondata da Andrea Vacca, Enrica e Andrea Falzone si conferma quindi, come dicono gli imprenditori, «un’avanguardia nella realizzazione di specialità in forma liquida inedite ed innovative, un vero sorso di Liguria». L’amaro Barzotto ha vinto per le sue caratteristiche uniche e inedite con questo lusinghiero giudizio: “Un profumo aranciato con un seducente aroma di leggero whisky torbato e pan di zenzero, intrecciato a tocchi erbacei di rosmarino e timo, che incanta. Al palato si avverte un delizioso intreccio di erbe amare e spezie secche, rivelando sentori di cioccolato e caffè. Un profilo interessante conduce a un sorso vibrante e piacevolmente morbido”. Caratteristica dell’amaro Barzotto è l’utilizzo di materie prime selezionate (secondo i disciplinari bio, dop e Presidio Slow Food) in acqua minerale San Bernardo, con una lunga lavorazione artigianale attraverso la macerazione separata delle singole materie prime, un paziente assemblaggio, filtrazione ad alta pressione e una lenta decantazione prima di essere imbottigliato. Gli ingredienti, nel dettaglio, sono: orzo, accompagnato da baccelli di vaniglia Bourbon, zucchero italiano da barbabietola, caramello aromatico, basilico genovese dop, salvia, menta Bio, chinotto di Savona presidio Slow Food. La macerazione degli ingredienti avviene nell’arco di un mese all’interno in una miscela a temperatura ambiente di acqua minerale e alcool da frumento biologico. Quasi un altro mese serve per filtratura, riposo e ricomposizione molecorale. «La grande complessità aromatica composta da botaniche, spezie e agrumi, consente a questo amaro - questa la spiegazione dei produttori - un consumo estremamente versatile come fine pasto ed in miscelazione, come ingrediente per la preparazione di innumerevoli cocktails». La sfida della Liquoristica Ligure non è finita: «Sperando di ripetere i successi del 2024 e del 2025 - questa la scommessa -, per il 2026 candideremo anche l’ultimo arrivato, il liquore M’inchinotto, un liquore 100% agrumi (chinotto Presidio Slow Food di Savona, scorze di arancio e succo di limone biologico) con aggiunta di caramello aromatico. Il tutto si traduce nel gusto di una bibita al chinotto, ma in versione leggermente alcoolica».
La medaglia d’oro dell’Iwsc adesso premia il Barzotto
L’amaro Barzotto - acronimo monello dell’incrocio tra basilico, orzo e chinotto - della Liquoristica Ligure si aggiudica il World Drinks Awards e la medaglia d…
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