L’Agenzia del demanio ha deciso di rendere disponibili 383 immobili statali, disseminati per il Paese. Dalla Sicilia, con 61 al Molise con 3. Passando dalla Lombardia con 49, il Veneto e il Lazio con 35, alla Basilicata con 4 e l’Abruzzo con 5. Le uniche Regioni assenti sono la Valle d’Aosta e il Trentino Alto Adige.
Si chiama “Crea valore, investi con noi” l’operazione che mira alla valorizzazione, riqualificazione e rifunzionalizzazione di beni pubblici, “in collaborazione con gli investitori privati, per attivare forme innovative di partenariato pubblico-privato”. Beni pubblici, che al momento risultano improduttivi oppure non sufficientemente produttivi. Così da “creare valore economico, sociale, culturale e ambientale sui territori”, si spiega sul portale dell’ente pubblico economico istituito nel 1999. Aggiungendo che “gli immobili sono rappresentati su una piattaforma cartografica, descritti in funzione della loro possibile destinazione d’uso e corredati da schede informative, immagini e dati sulla tipologia, dimensione, ubicazione, stato manutentivo”.
Le occasioni, numerosissime. Tra le tipologie prescelte “Student housing” ne offre 29, “Social/senior housing”, 33 e le “Destinazioni miste”, 115. A prevalere, in maniera incontrastata, quella “Culturale-Turistico”, con 206. Una schiera quasi infinita di “ex” qualcosa. Tra i quali ex aereoporti e forti. Ex conventi e oratori. Ex fortezze ed ex chiese. Ex colonie ed osservatori. Palazzi ed ex carceri. Villini e Case del fascio. Ex caselli ferroviari e Caserme. Cascine e stabilimenti termali. Parchi e ex rifugi antiaerei. Castelli e ex fari. Abbazie ed anse morte di fiumi. Compendi militari ed ex stazione radio costiera. Ex cantieri navali e saline. Archivi di Stato e ex Pretura. Ex azienda agricola e ex manifatture tabacchi. Ex depositi munizioni e ex edificio detentivo per dissidenti.






