Dopo la Puglia, anche l'Emilia-Romagna sospende i rapporti istituzionali con il governo israeliano. Lo ha deciso il presidente Michele de Pascale che ha invitato membri di giunta e dirigenti a interrompere i rapporti "anche con tutti i soggetti riconducibili al governo che non siano apertamente e dichiaratamente motivati dalla volontà di porre fine al massacro in corso, fino a che il rispetto del diritto internazionale non venga ripristinato".

L'iniziativa è stata seguita a ruota da quella di alcuni Comuni della regione, fra i quali Bologna e Rimini dove i sindaci, Matteo Lepore e Jamil Sadegholvaad, hanno deciso un analogo provvedimento. I rapporti fra uno stato come Israele e una Regione come l'Emilia-Romagna non sono ovviamente di natura politico-diplomatica, ma attengono piuttosto agli ambiti economico e culturale. Nel corso degli anni ci sono state relazioni incentrate in modo particolare sull'innovazione industriale, l'automotive, l'agroalimentare e il biomedicale, senza contare le numerose collaborazioni di carattere culturale che coinvolgono anche le Università o altre istituzioni. Progetti specifici riguardano poi anche i Comuni, alcuni dei quali hanno appunto aderito alla rottura dei rapporti, in coordinamento con la Regione.