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Compri un iPhone, sbagli password e scopri che l’identità digitale non ti appartiene più. Sei giorni di blocco, nessuno può aiutarti: è la tecnologia che ti protegge… da te stesso.

Ho comprato un iPhone nuovo a mia figlia e ho deciso di raccontarvi questa storia, perché ho scoperto che è accaduto a tanti. Non di comprare un iPhone nuovo, state a sentire. Fase uno: entusiasmo. Fase due: trasferimento dati. Fase tre: “Papà, non mi ricordo la password dell’account iCloud”, e lì parte la missione suicida. In teoria Apple è quella cosa per cui tutto “funziona da solo”, in pratica appena un account finisce bloccato comincia un incubo kafkiano in 4K.

Per tre volte sbagliamo la password (su consiglio dell’assistenza, tra l’altro, nel telefono di mia figlia da remoto, con la freccetta pilotata dall’assistente che ti dice cosa fare, perché se clicca lui può vedere i tuoi dati, e non vuole vedere niente, per la privacy, ok) e il sistema decide che per la “mia sicurezza” dobbiamo restare fuori per 24 ore. Come se uno dimenticasse le chiavi di casa e il portiere dicesse: “Tranquillo, per proteggerti, ti chiudiamo fuori fino a domani”.