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Maggio da record per le manovre cinesi attorno a Taiwan: decine di navi e aerei militari hanno circondato l’isola. Pechino avverte Washington: “Non giocate col fuoco”. Gli Usa: “La minaccia è reale e imminente”
La questione di Taiwan? È un affare interno della Cina. "Nessun Paese straniero ha il diritto di interferire. Gli Stati Uniti non dovrebbero cercare di usare la questione come merce di scambio per contenere la Cina e non dovrebbero giocare col fuoco", si legge in un comunicato ufficiale apparso sul sito del ministero degli Esteri di Pechino in risposta alle parole del segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, che aveva accusato il Dragone di voler usare la forza per attaccare l'isola e alterare gli equilibri nella regione. In ogni caso maggio è stato un mese di fuoco per Taipei. La pressione militare cinese - tra l'invio di decine e decine tra navi da guerra e aerei nell'area contesa - è stata massima. E, soprattutto, ha riguardato sia il lato settentrionale che quello meridionale dell'isola.






