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La testimonianza della mamma di un'amica di vecchia data di Chiara Poggi è a verbale del 2007

La procura di Pavia ha deciso di vederci chiaro nel caso di Garlasco: l'uccisione di Chiara Poggi ha già un colpevole con sentenza passata in giudicato, ossia Alberto Stasi, ma secondo la procura ci sarebbero dei buchi neri da colmare, pezzi di un puzzle da ricomporre per fare luce in modo definitivo sull'omicidio. A distanza di 18 anni si spera di trovare indicazioni nuove dai rilievi effettuati nel 2007, anche perché non è possibile effettuarne di nuovi. Si può solo lavorare su quanto già raccolto, andando a cercare elementi ignorati o scartabellando le carte del passato. Ed è proprio da quelle carte che emergono testimonianze dimenticate, che possono contribuire ad aggiungere pezzi o a escluderne altri che non hanno rilevanza nell'indagine.

Tra queste carte ci sono anche le testimonianze fornite dagli abitanti di Garlasco e dai conoscenti di Chiara e della famiglia Poggi nei giorni immediatamente successivi all'omicidio. Tra queste c'è anche quella di Maria Ventura, madre di Maristella Gabetta, amica di lunga data di Chiara Poggi. "Maristella mi ha confidato che Chiara non aveva assolutamente dialogo con le due cugine Stefania e Paola perché Chiara era una ragazza studiosa, seria e molto meticolosa al contrario delle due cugine gemelle", si legge nei verbali che riporterebbero le parole della donna, citati da il Messaggero. "Chiara una volta mi ha detto che per la sua festa di laurea le gemelle Paola e Stefania le avevano fatto degli auguri formali ma poco sinceri. Aggiungo che Maristella apprendeva da Chiara che le due gemelle erano molto invidiose della sua laurea, del suo buon rapporto sentimentale con Alberto e in genere del suo tipo di vita che loro traducevano con la parola 'successo'", si legge ancora.