L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nei processi di sourcing dei servizi professionali, in particolare nel settore dell’information technology, offrendo alle aziende nuove opzioni per gestire con maggiore rapidità, precisione ed efficacia la selezione e la gestione dei fornitori. Secondo un’analisi condotta da Fortune Business Insights, in particolare, il mercato delle soluzioni di digital procurement comprensive degli strumenti basati su algoritmi è stato valutato 6,67 miliardi di dollari nel 2022, con una previsione di crescita fino a 13,8 miliardi di dollari entro il 2029 grazie a un tasso di crescita annuo composto del 10,9%. Un trend che riflette la visione di TimeFlow, realtà italiana in grado di sfruttare le capacità del machine learning e dell’AI generativa per aiutare i Chief Procurement Officer a costruire strategie di acquisto “data driven” e valutare con maggiore efficacia ed efficienza le competenze dei fornitori della propria azienda. L’impatto dell’intelligenza artificiale, recita in proposito l’Osservatorio condotto dalla società milanese, è pari a un raddoppio del ritorno sull’investimento rispetto ai metodi tradizionali, con alcune realtà che hanno raggiunto performance (lo confermano recenti rilevazioni di Deloitte) fino a cinque volte superiori.