In principio c’era il Telepass. Che novità rivoluzionaria, attraversare il casello dell’autostrada senza doversi fermare… Era il 1990, l’anno dei Mondiali di calcio in Italia, e la tecnologia prometteva meraviglie: il progetto pilota venne avviato sull’A11 Firenze-Mare, a cura della società Autostrade Spa, all’epoca ancora nelle mani dello Stato. Nel giro di qualche anno, la “saponetta” (il transponder) del Telepass è diventato di uso comune e qualcuno ha iniziato a storcere il naso davanti al monopolio di un’azienda, frattanto privatizzata, che gestiva al tempo stesso metà della rete autostradale nazionale e il metodo di pagamento elettronico del pedaggio utilizzabile anche sui tronchi altrui. A cambiare le cose è stata una Direttiva europea del 2019, imponendo di aprire il mercato ad altri operatori. Il primo dei quali è stato il gruppo assicurativo Unipol, che ha lanciato il proprio sistema UnipolMove nella primavera del 2022; poi, nel settembre del 2023, quello che era diventato un duopolio è stato infranto dall’arrivo di MooneyGo, società controllata da Enel e Intesa Sanpaolo. E sui pannelli dei caselli, dopo qualche resistenza, è sparita la scritta Telepass, sostituita da una bandierina dell’Europa sull’immutato fondo giallo: segno che, in quelle porte, è abilitato qualsiasi telepedaggio dei tre finora autorizzati.