“Tutto è successo nell'estate del 2022, avevo 36 anni. Rientrando da una serata, mi sono sfiorata il seno e ho sentito un corpo estraneo. Sono andata dalla mia ginecologa: ‘Sembra una cisti, però io farei una mammografia’, mi ha detto. Nella voce avvertivo una certa urgenza, ma il tono non era allarmistico. Ho lasciato passare del tempo. C'è voluto l’intervento di una mia amica che ha minacciato di portarmi a forza a fare l’esame se non lo avessi prenotato. Il tumore era una nocciolina di poco più di un centimetro, ma nel giro di tre settimane era cresciuta fino a raggiungere i tre centimetri e mezzo. L'ho chiamato Speedy”.

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La diagnosi come una sfida

Letizia parla del tumore al seno con tranquillità, sorridendo, come ha cercato di fare sempre durante tutto il percorso. Per dire: durante le sedute di chemioterapia cantava per accogliere le compagne. Al braccio destro porta la banda elastica per il linfedema che le impedisce di fare parecchie cose, compreso scrivere bene al computer e quindi, di cercare lavoro: una conseguenza della rimozione di 30 linfonodi ascellari, dove il tumore si era diffuso, e della radioterapia. Ma la prima reazione è stata di rivalsa: “So che può sembrare strano, ma l’ho presa come una sfida. Ho scelto di dare spazio alla resilienza, di trasformare la situazione negativa in qualcosa di positivo fin dall’inizio, mentre mia madre per poco non sveniva”.