Ecstasy, funghi psichedelici e soprattutto ketamina, l’anestetico che a causa di una overdose ha ucciso l’attore Matthew Perry di Friends. Nei mesi passati al fianco di Donald Trump durante la campagna elettorale in cui ha investito quasi 300 milioni di dollari, Elon Musk ha fatto larghissimo uso di sostanze stupefacenti. A rivelarlo è il New York Times in un retroscena pubblicato nell’ultimo giorno dell’uomo più ricco del mondo come dipendente dell’amministrazione Trump, al Dipartimento dell’efficienza governativa.
“Il consumo di droghe andava ben oltre l’uso occasionale. Musk ha detto a diverse persone di assumere così tanta ketamina da avere effetti sulla vescica come può capitare a chi ne fa uso cronico. Musk ha fatto uso di ecstasy e di funghi allucinogeni. In viaggio aveva con sé una una scatola di medicinali giornaliera con circa 20 pillole, comprese alcune con i segni distintivi dello stimolante Adderall, secondo una foto e quanto riferito da persone che l’hanno vista”, scrive il quotidiano raccontando la sua routine durante la campagna elettorale del tycoon, da lui pesantemente finanziata.
Non è chiaro se Musk facesse uso di droghe quando quest’anno è diventato una presenza fissa alla Casa Bianca con il compito di ridurre la burocrazia federale. Di certo in alcune occasioni il suo comportamento è stato fuori dalle righe: ha insultato i membri del governo, esibito il braccio teso durante un comizio, dato risposte confuse durante un’intervista. In passato ha ammesso di aver fatto uso di ketamina occasionalmente – un paio di volte al mese – per tenere a bada la depressione e ha detto al suo biografo, Walter Isaacson, che “non gli piace far uso di droghe illegali”. Più di recente però avrebbe sviluppato “abitudini più pericolose”, scrive il Nyt, facendo “uso frequente di ketamina, talvolta anche quotidianamente e mescolandola con altre droghe”. Il confine tra uso medico e ricreativo era sfumato e, secondo il Times, ha suscitato preoccupazione tra alcune delle persone a lui vicine “per i frequenti sbalzi di umore e la fissazione a fare più figli”.








