L’inflazione scende in Italia abbondantemente sotto il 2%. Trascinata al ribasso dai prezzi energetici, a maggio è diminuita fino all’1,7%, viaggiando in parallelo con quella spagnola arrivata all’1,9%. I due dati sembrano destinati a dare un’ulteriore spinta alla Bce per un nuovo taglio dei tassi nella prossima riunione del 5 giugno, ma un elemento di freno non indifferente arriva dalla Germania dove nello stesse mese il tasso è rimasto stabile al 2,1%. Le buone notizie finiscono qui: il cosiddetto carrello della spesa, comprensivo di beni alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona, aumenta sempre di più, arrivando al 3,1% rispetto al 2,6% di aprile.
Proprio per questo, il calo dell’inflazione a livello generale “non porta alcun vantaggio” per i portafogli, commenta l‘Unione nazionale consumatori. I prodotti alimentari e le bevande analcoliche passano dal +3,2% di aprile al 3,6%, “con un rialzo mensile pazzesco dello 0,8%”, fa notare l’associazione. Si tratta di spese obbligate nel corso di tutto l’anno “che mandano in tilt i bilanci delle famiglie”, denuncia l’Unc. In vista delle vacanze poi i voli nazionali sono già rincarati del 30,8% rispetto allo scorso anno, i traghetti del 9,7%, i servizi ricreativi e sportivi (piscine, stabilimenti, palestre, parchi divertimento) dell’8,3%, i prezzi dei pacchetti vacanza nazionali del 7,2%. Come se non bastasse, gli alberghi segnano +3,2% su base annua mentre i listini di case vacanza, b&b e altre strutture ricettive +4,5%. “Ormai per fare la spesa le famiglie saranno costrette a chiedere un prestito agli istituti bancari”, commenta Stefano Patuanelli (M5s) cui fa eco Avs: “Nell’era Meloni il costo della vita cresce, mentre i salari no”. Anche per Iv, “milioni di famiglie fanno ancora più fatica a soddisfare un bisogno primario come l’alimentazione, considerati gli stipendi fermi e il costo esorbitante delle bollette“.













