Il Giandujotto di Torino è finalmente un marchio Igp. Dopo anni di battaglia con la multinazionale svizzera Lindt, la domanda di registrazione è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, segnando l’avvio dell’iter per il riconoscimento di una delle specialità dolciarie più iconiche del Piemonte. Si tratta della decima Igp regionale. Oggi il Piemonte può così vantare 90 prodotti a denominazione d’origine tutelata tra Dop, Igp, Docg, Doc e Ig. Il lungo scontro con Lindt Il traguardo arriva dopo una lunga battaglia legale e commerciale che ha visto contrapposti per anni il Comitato del Gianduiotto di Torino Igp - formato da circa 40 aziende e artigiani piemontesi tra cui Ferrero, Venchi, Pastiglie Leone e il maestro cioccolatiere Guido Castagna - e la multinazionale svizzera Lindt, proprietaria dal 1998 dello storico marchio torinese Caffarel. La guerra sulla ricetta del Giandujotto La strada verso il riconoscimento Igp è stata tutt'altro che semplice. Nel 2017, il comitato piemontese ha proposto un disciplinare rigido che prevedeva: produzione esclusiva in Piemonte, solo tre ingredienti (nocciole Piemonte Igp 30-45%, zucchero 20-45% e cacao minimo 25%), forma tradizionale a prisma triangolare, confezionamento entro 12 ore dal raffreddamento. Lindt/Caffarel, però, si oppone. Vuole mantenere il latte in polvere nella ricetta, chiede di abbassare la percentuale minima di nocciole dal 30% al 26-28%, contesta la produzione esclusiva in Piemonte, rivendica la tutela del proprio marchio storico registrato nel 1972 e l’invenzione del gianduiotto nel 1865. Per anni le due fazioni si scontrano. La querelle finisce a carte bollate, vengono coinvolti storici e avvocati per sostenere le ragioni dell’uno e dell’altro. Il compromesso del 2024 La svolta è arrivata nel febbraio 2024, quando Lindt ritira l'opposizione formale aprendo la strada all'accordo definitivo. Il compromesso prevede: per il Comitato piemontese mantenimento della ricetta tradizionale produzione esclusiva in Piemonte tutela della denominazione "Gianduiotto di Torino Igp" uso di nocciole tra il 30-45% per Lindt/Caffarel, invece diritto alla propria ricetta storica uso del marchio "Gianduia 1865" produzione libera a Luserna San Giovanni tutela della propria identità commerciale Impatto economico sul settore Il riconoscimento Igp interessa un comparto che genera circa 200 milioni di euro di fatturato annuo. Il Gianduiotto di Torino potrà fregiarsi del brand "Piemonte Is - Eccellenza Piemonte", il marchio regionale lanciato per promuovere le eccellenze del territorio sui mercati internazionali. Benefici per la filiera delle nocciole Il primo beneficiario sarà la filiera della Nocciola Tonda Gentile delle Langhe, già Igp. Con l’obbligo di usarla in quantità tra il 30-45%, si stima una crescita della domanda del 15-20% nei prossimi 5 anni, a beneficio di circa 3000 produttori nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria. Opportunità per artigiani e imprese Le 40 aziende del Comitato beneficeranno inoltre del valore aggiunto del marchio Igp. Si stima un incremento del prezzo medio di vendita del 20-30%, soprattutto per le piccole realtà. I maestri cioccolatieri come Guido Castagna, Silvano Venchi e le botteghe storiche potranno contare sull’autenticità certificata per rafforzare la loro posizione di mercato. Torino ambasciatrice del cioccolato Per Torino, l’Igp rafforza il posizionamento come capitale del cioccolato. Il brand "Gianduiotto di Torino" diventa ambasciatore internazionale della città, con effetti sul turismo enogastronomico. Eventi come Salone del Gusto, Terra Madre e CioccolaTò potranno contare su un prodotto in più da promuovere. Prospettive per l’export Il marchio Igp infine faciliterà la penetrazione sui mercati esteri. In paesi come Germania, Francia e Stati Uniti, si stima un incremento dell’export del 25-30% nei primi tre anni, soprattutto per le aziende di medie dimensioni. Il disciplinare sarà ora trasmesso alla Commissione Europea per l’approvazione finale entro un anno.
Via libera al Gianduiotto Igp, tutti i vantaggi che Torino e il Piemonte avranno dall’accordo con Lindt
La domanda di registrazione pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Al termine della guerra con tra comitato e Caffarel, cosa si portano a casa i due contendenti






