La Corte di Cassazione ha confermato gran parte delle sentenze di condanna per i componenti di un'organizzazione accusata di gestire lo spaccio in zona Pilastro a Bologna. I reati sono stati commessi tra il 2019 e il 2020 e gli imputati erano rimasti in quattordici. Tra loro ci sono anche alcuni componenti della famiglia di origine tunisina alla quale, durante la campagna elettorale per le Regionali del 2020, citofonò Matteo Salvini con la domanda che tutti ricordano: «Scusi, lei spaccia?», che scatenò numerose polemiche.
Bologna, condannata in Cassazione la famiglia a cui citofonò Salvini: «Scusi, lei spaccia?»
Confermate gran parte delle sentenze di condanna per i componenti di un'organizzazione accusata di gestire lo spaccio in zona Pilastro a Bologna. Coinvolte anche persone della famiglia di origine tunisina alla quale, durante la campagna elettorale per le Regionali del 2020, citofonò Salvini, scatenando polemiche






