Due anni fa Marcus Thuram stava per andare al Psg. Se il club di Nasser Al-Khelaifi avesse scelto come allenatore Julian Nagelsmann, l’attaccante francese molto probabilmente sarebbe andato a giocare nella squadra della città dove è cresciuto dagli 11 anni in su, dopo essere nato a Parma e avere seguito papà Lilian nelle tappe della sua carriera. Poi il Psg scelse Luis Enrique e Marcus optò per l’Inter, non essendo più sicuro di essere protagonista con l’allenatore spagnolo in panchina. Nagelsmann, invece, gli aveva assicurato un ruolo di primo piano, avendo apprezzato Marcus nelle sue stagioni in Bundesliga con il Borussia Moenchengladbach.

L’attuale Ct della Germania aveva appena lasciato il Bayern Monaco. Ed è proprio nello stadio dei bavaresi che domani sera Thuram cercherà di battere il Psg nella finale di Champions League, il trofeo che è sempre sfuggito a papà Lilian, vincitore di Mondiali ed Europei con la Nazionale francese. Sono gli incastri che accompagnano ogni sfida di alto livello. All’Allianz Arena, nell’andata dei quarti col Bayern, Thuram ha inventato uno dei gesti tecnici più belli di questa edizione di Champions: l’assist di tacco per il gol dell’1-0 di Lautaro. Con lo stesso fondamentale, nell’andata della semifinale a Barcellona, ha realizzato una rete favolosa. Colpi che hanno ulteriormente dato ragione alla scelta dell’Inter di puntare su Thuram due anni fa con un affare a parametro zero, approfittando del cambio di strategia del Psg e investendo in quelle commissioni all’entourage del calciatore che il Milan non voleva spendere. Merito soprattutto del ds nerazzurro Piero Ausilio, che seguiva l’attaccante francese da tempo.