Il bilancio della partecipazione ai concerti del 2025 lo vedremo più avanti, ma quello che è chiaro fin da ora è che il settore, dopo lo stop della pandemia, sta vivendo un vero e proprio boom. La partecipazione ai concerti è aumentata: oltre 28 milioni di presenze nel 2023, secondo il Censis. È il 70,1% in più rispetto al 2019, l’ultimo anno prima della chiusura. Proprio quel momento, il desiderio represso, ha scatenato una voglia di musica e di stare insieme. La FOMO, la paura di non esserci all’evento che conta, i social, con il bisogno di documentare con selfie e reel la propria presenza per far sentire che si esiste, e l’astuto marketing dei concerti ha fatto il resto. Ma quella dei concerti è una vera e propria mania: i biglietti vanno a ruba, perché oggi, proprio per i motivi di cui sopra, non si va solo ai concerti dell’artista di cui si è fan, ma di qualsiasi artista sia il “must have” del momento. I biglietti vanno “a ruba” in un altro senso: perché vista la domanda, i grandi monopolisti del ticketing hanno iniziato ad applicare il dynamic pricing, un prezzo che varia a seconda della disponibilità e della richiesta, su input di un algoritmo che ne calcola in tempo reale il valore. È così che è andata per il tour degli Oasis. L’evento dell’anno non sarà in Italia, ma solo in Regno Unito e Irlanda, e poi negli Stati Uniti. Raccontandovi i concerti da non perdere nel 2025, prendiamo nota di altre due tendenze. Come vedrete, alcuni artisti torneranno in Italia per il secondo o terzo anno di seguito (per questo non li segnaliamo all’inizio della lista). E, mentre un tempo i concerti erano concentrati nelle grandi città, oggi sono ovunque. Per chi scrive, è un’emozione vedere concerti a Trieste e Gorizia…