Farfalle nello Stomaco è la rubrica di Wired Italia, una posta del cuore non tradizionale nella quale i nostri lettori possono dialogare con Livio Ricciardi, consulente sessuale, psicologo, sessuologo e divulgatore sex positive sui social network, che da tempo parla di sesso e sentimenti in modo innovativo.Livio ha lanciato dal suo profilo instagram un invito a fare domande su tutto quello che riguarda la sfera affettiva. Ecco quelle selezionate per questa puntata di Farfalle nello Stomaco, che creano una sorta di mini-guide per due argomenti molto importanti.Come capire se si è disposti a una relazione aperta?EonerenUna relazione aperta è una forma di relazione sentimentale in cui i partner, pur mantenendo un legame affettivo primario ed esclusivo, acconsentono reciprocamente alla possibilità di avere rapporti sessuali con altre persone al di fuori della coppia.C’è consenso reciproco, una negoziazione iniziale e perpetua sulle regole, su ciò che è consentito, su cosa ci fa sentire al sicuro. E sarebbe anche carino chiedersi e spiegare come mai si è propensi a questo tipo di orientamento relazionale. È diversa dal poliamore, in cui c’è una non-esclusività anche romantica e in cui a volte nemmeno c’è gerarchia tra i rapporti, e ovviamente non è tradimento, né un modo paraculo per fare quello che ci pare o una soluzione per le persone non innamorate.Recentemente è un topic che desta curiosità, addirittura ci sono filoni letterari e filosofici che pongono la non-monogamia come vera natura umana o come soluzione politica sovversiva rispetto a una società mononormata. In realtà l’essere umano è molto versatile e può essere sia monogamo che non e nasce come specie che sceglie il proprio stile riproduttivo tra qualitativo e quantitativo, ovvero, rispettivamente, scelgo un partner solo con cui crescere la mia prole garantendo stabilità genitoriale a essa, oppure mi riproduco quantitativamente e la prole cresce in un contesto non genitoriale ma comunitario (es. tribale).La non monogamia, indipendentemente dalla declinazione, è uno stile relazionale, un orientamento relazionale, idem la monogamia. Per capire (e accettare) la questione possiamo paragonarla all’orientamento sessuale.Dunque, attualmente la relazione aperta è molto dibattuta e curiosa, magari fa gola a chi ha sempre pensato che quest’esclusività sessuale fosse in qualche modo stretta, ma è chiaro che possa destare dubbi come sentimenti contrastanti perché mica nasciamo vedendo genitori e nonni non monogami, né film (tendenzialmente) in cui c’è questa rappresentazione. È roba aliena ma di cui si parla, e incuriosisce.Per capire se si è disposti credo sia fondamentale chiedersi innanzitutto se si è in grado di distinguere dogmaticamente un atto sessuale da un atto sessuale in un contesto affettivo. Si è in grado di fare sesso senza alcuna implicazione sentimentale? Può non essere così, è normale, e forse potrebbe non essere una situazione adattissima a una relazione aperta, ma non si sa mai. Questo perché una disposizione alla distinzione netta può facilitare il vissuto rispetto alla fuoriuscita sessuale dalla relazione, che spesso si sottovaluta, ma va capito e amministrato anche quello.Poi c’è la gelosia: è normale provarla anche nella non-monogamia. Ed è solito anche che ci siano mixed feelings quando si apre o si imposta una relazione in questo modo. Può farci strano sapere di poter andare con altri, ma soprattutto può farci venire un colpetto al cuore immaginare l’altro con qualcuno che non siamo noi. Bisogna fare i conti con tante cose, e interrogarsi, ascoltarsi.Nel mio libro è quello che è sottolineo come uno dei meccanismi di approccio più utili alla non monogamia siano l’intellettualizzazione e la razionalizzazione. Bisogna stare molto nella testa per sopravvivere alla pancia che si scombussola di fronte alla dissonanza che la società e il vissuto mononormato ci propongono quando si pensa a una relazione aperta, e soprattutto quando la si vive. Insomma: interrogarsi, capirsi, leggere al riguardo e provare. E no, non è una buona strategia da adottare quando le cose non vanno in una relazione, o quando ci sentiamo sopraffatti da una relazione, oppure quando abbiamo paura del tradimento. È un orientamento, non un palliativo.LuckyTDÈ importante capire che come con la relazione aperta il sesso occasionale può sembrare un trend ma non necessariamente bisogna viverlo. Mica è prescritto, si possono avere altre esigenze. È ok non concedersi i genitali senza sapere il cognome dell’altro. Come è ok farlo, ma con un po’ di consapevolezze.Il sesso occasionale è un rapporto sessuale che avviene senza un legame affettivo stabile o un impegno sentimentale continuativo tra le persone coinvolte. Può accadere una sola volta o ripetersi sporadicamente, ma resta slegato da una relazione romantica. Non c’è aspettativa di costruire una relazione (può accadere comunque), può nascere a caso o in modo ricercato (la tinderata), prevede consenso reciproco, e si fonda su motivazioni frizzanti: rimorchiare l’altro, essere corteggiati, corteggiare, avere, ricevere piacere, talvolta darlo, e sentirsi scopabili e/o scopatori.Come tutte le cose che hanno a che fare con l’intersezione con l’altro, ha della roba e scatena della roba. Innanzitutto, soprattutto nel mondo femminile, può destabilizzare: una donna che si diverte potrebbe essere vista male (ça va sans dire, miseriaccia) e anche se si prova a scrostare dalla propria visione questa roba, si può comunque impattare in sentimenti di inadeguatezza, idem per gli uomini gay “passivi” e per alcuni maschi etero. Quindi, emozioni. E queste valgono anche nell’atto in sé e nelle interazioni: può capitare che il sesso occasionale sia un’esperienza dimenticabile, come può capitare che non lo sia assolutamente e che ci porti a delle questioni sentimentali destabilizzanti e impreviste. Possono succedere tante cose. Bisogna poi proteggersi, sia con i preservativi (possibilmente anche durante un momento orale) che con i test periodici che con una bella dose di consapevolezza. Fare sesso occasionale “a muzzo” può essere nice and thick ma anche un turbinio di cose che ci fanno sentire poco ok. Quindi anche sapere perché e per come ci va è importante. La gratificazione di cui parlavamo prima è un punto di partenza comune, la conoscenza dell’altro attraverso il linguaggio sessuale può essere un altro aspetto, ma è poi tutto individuale. Chiederselo è gentile per se stessi, e non perché sia anomalo, ma perché andrebbe fatto per qualsiasi momento sessuale e affettivo. E poi un’altra cosa è sicuramente la comunicazione come al solito (che palle, si sa) e bisogna creare un contesto safe per i partecipanti a quest’esperienza ludica e dolcemente narcisistica (non patologica, come tutte le cose affettive) quindi bisogna consegnare all’altro le nostre intenzioni, magari prima, magari dopo, magari non solo dopo una dichiarazione d’amore. Così si è sereni e l’altro può scegliere.Quindi: consapevolezza, comunicazione, sperimentazione, lavoro sulle dinamiche, preservativi, e destrutturazione di narrative del cavolo.SIMONE BIAVATI…Alla prossima puntata!
Come capire se si è pronti ad una relazione aperta e come gestire il sesso occasionale, risponde Livio Ricciardi
La settima puntata di Farfalle nello Stomaco, la rubrica curata per Wired Italia dal consulente sessuale, psicologo, sessuologo e divulgatore sex positive sui social network






