Il 28 maggio Airbnb ha scelto una location altolocata – il 47° piano della Torre Allianz, 207 metri sopra gli improvvisamente microscopici campi di tennis del quartiere CityLife – per presentare la sua partnership coi Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026. Nel salone a vetrate inondato dalla luce fredda di una mattinata di tarda primavera, miniaturizzati nello skyline meneghino si scorgono le guglie del Duomo e la sagoma di San Siro, su fino alle Alpi all’orizzonte. Su un lato della sala, dalla parte opposta rispetto a un palchetto a tema montano, troneggia una corsia di curling in linoleum, installata ad hoc per permettere agli ospiti di baloccarsi, tra un tramezzino e l’altro, con una delle discipline-simbolo delle prossime Olimpiadi lombardo-veneto-trentine.Sul palco, insieme all’atleta italiana più medagliata della storia dei Giochi invernali, prendono posto la pattinatrice Arianna Fontana, il presidente del Coni e della Fondazione Milano-Cortina 2026 Giovanni Malagò e l’assessora comunale allo Sport Martina Riva. E, seduto in posizione centrale, c’è anche il signor Brian Chesky, 43 anni, co-fondatore e Ceo di Airbnb. All’ospite d’onore tocca l’onere di snocciolare gli impegni olimpici della sua creatura: oltre 70mila posti letto messi a disposizione nelle tre regioni olimpiche; 26 “Esperienze” ad hoc in compagnia di atleti olimpici e paralimpici – i fortunati potranno partecipare a una pedalata in Valtellina con la stessa Fontana, oppure a una lezione di hockey su ghiaccio paralimpico con l’azzurro Andrea Macrì – e grant di aiuto economico agli atleti, con l’obiettivo di far vivere a sportivi e tifosi un’Olimpiade partecipata e diffusa.Il redesign di AirbnbL’evento milanese viene a pochi giorni dalla presentazione del più marcato redesign di Airbnb dall’anno in cui è stata fondata, il 2007, quando due amici (Chesky e il co-fondatore Joe Gebbia) pensarono di mettere un materassino gonfiabile nel salotto della loro casa di San Francisco e chiamarlo “AirBed & Breakfast”, per poi conquistare il mondo. Oggi la piattaforma, utilizzatissima – in una singola notte può dare un tetto a 4 milioni di persone – e criticata per i suoi effetti a cascata sul mercato immobiliare, non si limita più alla prenotazione di alloggi, ma ambisce a diventare una “everything-app” del tempo libero, con dieci categorie di Servizi on-demand (chef a domicilio, fotografi, personal trainer) e una versione rinnovata delle Esperienze, rilanciate dopo un primo test non entusiasmante del 2016.Al termine della conferenza stampa, Brian Chesky ha spiegato meglio a Wired da dove arriva – e, soprattutto, dove vuole arrivare – questa “Fase 2” di Airbnb.La nuova era del vostro servizio è il risultato di una folgorazione, di una sensazione che vi ha detto che era tempo di cambiare rotta? E con quali idee in mente l’ha disegnata?"È una cosa a cui abbiamo pensato a lungo. Non c’è un vero momento spartiacque: se c’è, probabilmente risale a 17 anni fa, quando abbiamo fondato l’azienda. Parlo proprio degli inizi, quando ospitammo in casa tre persone sui materassi gonfiabili. Quei tre ospiti si fermarono per un weekend nel 2007, cercavano un posto dove dormire, ma ebbero molto di più: un’esperienza di viaggio autentica, il passare del tempo con noi, l’essere portati in giro a scoprire la città. Da allora abbiamo sempre pensato che Airbnb fosse destinata a molto più che fornire posti letto.Poi per 17 anni ci siamo occupati di accomodation, principalmente per i viaggiatori. Ed Airbnb è diventata molto popolare: è stata scelta più di due miliardi di volte, e in tutto il mondo la gente ha iniziato a usarla come sostantivo e verbo, nel senso di “posto in cui fermarsi”. Però per anni ci siamo chiesti: e se potessimo “Airbnb-izzare” oltre il perimetro di Airbnb? E monetizzare il bene più prezioso della vita – che non è la casa, ma il tempo?"Brian Chesky