PARIGI. Secondo Caroline Darian, senza l’esistenza dei siti pornografici, la madre Gisèle Pelicot non sarebbe mai stata vittima di oltre 200 stupri. Lo ha dichiarato intervenendo al festival letterario di Hay, in Galles, durante la presentazione del suo libro Non lo chiamerò mai più papà.

Per quasi dieci anni, Gisèle Pelicot ha subito violenze da decine di uomini, incluso il marito dell’epoca, Dominique Pelicot, padre di Caroline, che la drogava per facilitare gli abusi. La vicenda è diventata un caso internazionale lo scorso anno, quando Gisèle ha rinunciato all’anonimato durante il processo che ha portato alla condanna del suo ex marito a 20 anni di carcere.

«Ci sono tanti problemi sociali, come la pornografia online, che possono favorire situazioni di abuso», ha detto Darian rispondendo a un membro del pubblico che le chiedeva cosa possano fare gli uomini per interrompere i cicli di violenza. «Bisogna parlarne tra uomini, confrontarsi sulla pornografia, perché fa parte del sistema che alimenta misoginia e violenza».

L’attrice e attivista Jameela Jamil, che moderava l’incontro, ha aggiunto: «Ci sono molti uomini, anche nella mia vita, che non conoscono i dettagli di questa vicenda come invece li conoscono le donne. Dobbiamo cominciare a vigilare sugli amici, a contrastare i comportamenti e i commenti misogini».