Si è conclusa con successo la quarta edizione di Seemposium, l’evento promosso da Sicuranext che anche quest’anno ha riunito a Torino esperti, divulgatori, studenti e professionisti per esplorare le sfide della cybersecurity e dell’innovazione tecnologica. Un’intera giornata di talk, workshop e confronto, con un unico filo conduttore: capire il futuro per saperlo affrontare. A fare da cornice all’evento, le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, nel cuore di Piazza San Carlo, luogo simbolico che ha ospitato i due grandi panel tematici dell’edizione 2025.

Intelligenza artificiale e giustizia

Nel primo panel, dedicato alla giustizia predittiva, lo scrittore ed ex magistrato Gian Carlo Caselli ha sollevato un interrogativo centrale: può l’intelligenza artificiale interpretare la legge? «La legge non è uguale per tutti – ha detto – il giudice la deve interpretare. Servono sfumature, confronti, sensibilità: tutto ciò che l’AI non possiede». Con provocazione lucida, Caselli ha ipotizzato che l’AI potrebbe persino eliminare i gradi di giudizio, velocizzando i tempi della giustizia. «Ma io non sarei d’accordo – ha concluso – perché verrebbe meno la dignità dell’interpretazione». Al suo fianco, Paolo Dal Checco, esperto di digital forensics, ha riconosciuto come l’AI sia già oggi uno strumento prezioso per l’analisi dei dati, capace di individuare «la pistola fumante», ma ha avvertito: «La giustizia predittiva sarebbe molto pericolosa. È bene che l’AI resti un supporto, non un giudice». Caselli ha infine sottolineato come nella lotta alla mafia l’AI, se usata dai magistrati, sarebbe stata inevitabilmente sfruttata anche dalla criminalità organizzata.