Francesco Gheghi ha 21 anni e fa l’attore da quando ne aveva 13. Era il figlio di Elio Germano in Io sono tempesta di Daniele Luchetti. Negli anni ha conquistato il pubblico dei ragazzini con Mio fratello insegue i dinosauri, è stato il Romeo teatrale di Mario Martone, ha vinto la sezione Orizzonti della Mostra di Venezia con Familia, in cui era un giovane naziskin che uccide il padre per difendere la madre, da una vera storia di cronaca. Il 4 giugno accompagna al Milano film fest (diretto da Claudio Santamaria) A mani nude di Mauro Mancini, storia di combattimenti clandestini. E tra qualche settimana – ci anticipa – gira un film sulla morte di Willy Monteiro Duarte.
Che momento è questo per la sua carriera?
Sono molto motivato e sto preparando un film, 40 secondi (come il libro omonimo della giornalista di Repubblica Federica Angeli, ndr) sul caso di Willy Monteiro, il ragazzo che purtroppo ha perso la vita a Colleferro. Giriamo dal 16 giugno. È una storia molto importante, alla quale bisogna portare rispetto. È un film che spero abbia un percorso lungo, magari anche nelle scuole, per far conoscere la storia e sensibilizzare il pubblico sulla violenza”.
Qual è il suo ruolo?
“Il mio ruolo nasce un po’ dalla figura di uno dei quattro condannati per la morte di Willy, È un ruolo particolare, che non ho mai interpretato prima. Faccio fatica a parlarne: è un personaggio scomodo, ambiguo, particolare… diciamo che è uno da scoprire sullo schermo. Il regista è Vincenzo Alfieri, bravissimo, viene dalla commedia, come Gli uomini d’oro, poi Il corpo, che è un thriller. Ma questo sarà un progetto diverso, quasi documentaristico”.






