Dopo aver fatto la voce grossa sugli stranieri che vengono a studiare nelle università d’elite e minacciato un’“aggressiva” stretta su quelli provenienti dalla Cina, Donald Trump incassa una nuova sconfitta in tribunale: nel giorno delle lauree di Harvard, l’ateneo bersaglio numero uno della campagna della Casa Bianca contro l’indipendenza del sistema accademico, la giudice di Boston Allison Burroughs ha nuovamente bloccato l’ordine dell’amministrazione che avrebbe cancellato da un giorno all’altro i visti degli studenti internazionali dell’ateneo.

Un brusio ha accolto la notizia sul campus dove molti laureandi avevano appuntato sulla toga un garofano bianco: “Simbolo della nostra innocenza in una situazione in cui siamo trattati come ostaggi”, ha detto il lituano Matas Koudarauskas, uno degli stranieri della classe 2025 che aveva promosso l’iniziativa. L’ultimo affondo del governo federale era arrivato poche ore prima dell’inizio della cerimonia, con l’ordinanza del segretario di Stato Marco Rubio che prevedeva un “aggressivo” giro di vite sugli studenti cinesi, partendo da quelli affiliati al partito comunista e per colpire anche quanti studiano in “settori critici” come la fisica. La Cina é il Paese di origine del secondo gruppo per numero di iscritti alle università statunitensi: la mossa è stata prontamente condannata come “irragionevole” dalla Cina che ha presentato una formale protesta. Almeno per Harvard comunque i visti per ora non si toccano: “Voglio mantenere lo status quo”, ha detto la giudice Burroughs che da giovane aveva fatto domanda all’ateneo, era stata respinta, ma non ha serbato rancore.