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Il tribunale federale statunitense per il commercio internazionale ha giudicato illegittimi i dazi che l’amministrazione del presidente Donald Trump ha imposto ricorrendo all’International Emergency Economic Powers Act, una legge del 1977 che regola l’imposizione di sanzioni ed embarghi in situazioni di emergenza, e ne ha ordinato la sospensione. Secondo i giudici il ricorso alla legge non era legittimo: hanno dato 10 giorni di tempo all’amministrazione per rimuovere i dazi, ma la Casa Bianca ha già presentato un ricorso, ed è possibile che il giudice d’appello sospenda l’efficacia del giudizio del tribunale mentre questo viene preso in considerazione.

L’ordine del tribunale non riguarda i dazi imposti ricorrendo ad altre leggi rispetto all’International Emergency Economic Powers Act, che quindi rimarranno in vigore. I dazi non coinvolti dalla decisione del tribunale sono principalmente quelli del 25 per cento su acciaio e alluminio e alcuni di quelli contro la Cina.

Sono stati giudicati illegittimi tre ordini esecutivi di Trump: quello che annunciava i dazi contro quasi tutti i paesi del mondo e quello che successivamente li aumentava per quei paesi che avevano annunciato contromisure, che secondo i giudici vanno oltre i poteri dell’amministrazione determinati dalla legge del 1977, mentre il terzo per una motivazione diversa. È quello che li imponeva su Messico e Canada per contrastare l’ingresso di Fentanyl e altre sostanze usate come droghe illegali negli Stati Uniti. Secondo i giudici l’ordine è illegittimo perché non affronta direttamente il problema: per esempio non riguarda beni e servizi legati strettamente al traffico di stupefacenti.