Una figlia della città. Perché il dolore per la morte di Sofia Lorusso, la ragazza di 16 anni che ha perso la vita nell'incidente stradale con la microcar in via Tatarella, l'ha sentito tutta Bari. La dimostrazione sono state le tante lacrime durante la cerimonia nella cattedrale. Piena in ogni dove. Un dolore diverso, che fa più male, “perché a 16 anni si ha dentro la forza e la voglia di sognare la vita”, come ha detto il parroco, don Franco Lanzolla, durante l’omelia. “Quando si è giovani ci si chiede il senso della vita e ci si accorge che è tutto un mistero. E se non si riesce a dare un perché alla vita, figuriamoci alla morte. L’uomo non è nato per morire, visto che in ognuno di noi c’è la voglia di bellezza, di sognare e di amare. C’è la voglia di infinito. E Sofia, voleva dare un senso alla sua vita, attraverso l'amicizia, la famiglia, e oggi ci chiede una cosa: di prendere la sua voglia di vivere. Da oggi ognuno di noi vivrà con un po’ di lei nel cuore, perché continueremo a portarla dentro. Perché il suo amore non conosce morte”.
E perché a quella ragazza, “bella come il sole” sono già state fatte tante promesse: la promessa di avere giustizia, innanzitutto. Ma anche di portarla al mare, a guardare il sole e di portarla “in ogni cosa che vivremo - ha detto tra le lacrime la sorella più grande, Maraya, alla fine della celebrazione - continuerai a essere con noi, in ogni passo che faremo, ogni traguardo. Ogni cosa bella che ci capiterà sarà anche la tua”.






