Da strumento necessario per contrastare acquisizioni in grado di minare la sicurezza nazionale a bastone giuridico da agitare nei confronti di chi è meno allineato al governo. Questo il destino ormai conclamato del cosiddetto golden power, ovvero l’autorizzazione che l’esecutivo può accordare o negare a un’operazione finanziaria o, come avviene in queste settimane, alle offerte pubbliche sul mercato azionario. Anche tra soggetti nazionali. Ha ragione Matteo Renzi quando su Mf di oggi sostiene, riferendosi ai tanti paletti posti all’Ops di UniCredit su Banco Bpm, che è «un atto politico per colpire manager sgraditi».