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Il titolo di yokozuna, o grande campione, è il grado più alto a cui possa ambire un lottatore di sumo, e mercoledì Onosato ha fatto un po’ la storia dello sport nazionale giapponese. Intanto perché ha ottenuto il titolo solo un anno e mezzo dopo aver cominciato a competere a livello professionistico, e poi perché è il primo giapponese a riuscirci dal 2017, quando lo sport aveva cominciato a essere dominato da atleti stranieri, con sei su sette dei precedenti yokozuna provenienti dalla Mongolia.

È il 75esimo atleta a cui è stato riconosciuto il titolo nella storia dello sport finora e, si legge sui giornali locali, uno tra i più promettenti.

Onosato, il cui vero nome è Nakamura Daiki, ha 24 anni, è alto 192 centimetri e pesa 191 chili. Viene dalla provincia di Ishikawa, la più coinvolta nel terremoto di magnitudo 7.6 che il primo gennaio del 2024 provocò oltre seicento morti, e mercoledì ha ottenuto il titolo di yokozuna dopo aver vinto due tornei consecutivi. Si diventa yokozuna quando i giudici dell’Associazione nazionale di sumo, d’accordo con il Consiglio di promozione yokozuna, stabiliscono che i criteri di forza, competenza e dignità morale sono soddisfatti. Nella pratica è spesso successo che gli yokozuna venissero proclamati dopo che avevano vinto due tornei consecutivi, ma non sempre è così.