Elicotteri ‘da guerra’. Più grandi del normale, con lo spazio necessario a bordo per ospitare non solo barelle e attrezzature di primo soccorso. Ma anche macchinari più sofisticati, per permettere ai soccorritori e ai medici d’emergenza di operare subito, se necessario, il paziente. In volo, prima ancora dell’arrivo in ospedale. E’ il piano a cui si sta lavorando in Lombardia, come annunciato oggi, 28 maggio, dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso insieme con i vertici di Areu, l’Agenzia regionale per l’emergenza-urgenza.
L’occasione è la presentazione del progetto ‘BoB’, ossia ‘Blood on board’, sangue a bordo. Che prevede che d’ora in poi i mezzi dei cinque elisoccorsi che ci sono in Lombardia – a Milano, Bergamo, Brescia, Como e Sondrio – di sacche con sangue e plasma, per intervenire subito sui pazienti che presentano uno shock emorragico, ossia una copiosa perdita di sangue, principale causa di mortalità in caso per esempio di gravi incidenti, soprattutto se i pazienti sono persone giovani.
E’ in questo contesto, allora, che arriva l’annuncio di Bertolaso: elicotteri ‘di guerra’ ma in situazioni di pace, da usare appunto per interventi chirurgici d’emergenza da eseguire in volo. “Oggi ci sono nuove tipologie di elicotteri di dimensioni maggiori di quelli che abbiamo, che hanno parecchio spazio ma per trasportare barelle. Dentro non ci puoi mettere una piccola rianimazione o una sala operatoria volante che ci permetterebbe di fare interventi ancora più urgenti per salvare ancora più vite”, ha così spiegato l’assessore. Per poi aggiungere, invece, che “elicotteri di dimensioni maggiori oggi vengono utilizzati proprio come sale rianimazione o sale operatorie volanti. Li usano le forze armate nei vari teatri di guerra. Noi vorremmo trasferire queste esperienze belliche in situazioni di pace e vedere se possiamo dotarci magari di qualche macchina più sofisticata che ci possa garantire di poter fare degli interventi ancora più efficaci e rapidi per salvare vite”.






