Dovevano essere quattro puntate, sono passati vent’anni. Ballando con le Stelle, nel frattempo, è diventato uno dei programmi più consolidati e longevi della tv e, in attesa dell’edizione da cifra tonda, prevista come sempre in autunno, è andato in onda su Rai1 un esperimento, Sognando Ballando con le Stelle, una sfida tra ballerini professionisti con in palio un posto da maestro nel talent. Venerdì 30, la finale con tantissimi vip tra quelli scesi in pista negli anni, da Federica Pellegrini a Wanda Nara e Gabriel Garko e il ritorno di maestri del passato, da Samantha Togni a Raimondo Todaro. «È stato un modo per festeggiare i vent’anni di Ballando», spiega Milly Carlucci, regina del programma.

Soddisfatta di questo esperimento?

«Moltissimo. Volevamo dare visibilità a un processo che di solito resta dietro le quinte, raccontando le storie di impegno e sacrificio che sempre ci sono dietro chi decide di dedicare la vita al ballo. Viviamo nella società del successo immediato, quello che viene suggerito dai social; per questo trovavamo interessante insegnare che il successo arriva però anche attraverso il duro lavoro».

Gli ascolti sono stati buoni ma non ottimi.

«Io credo invece che con questo programma abbiamo fatto un miracolo, proprio in termini di ascolti. Siamo andati in onda in un periodo particolarissimo, in cui eravamo tutti a lutto per la morte di papa Francesco. Poi c’è stato il conclave. Insomma, sentimenti della nazione erano lontani da quelli scherzosi di una tv di balli e lustrini. Siamo riusciti però a trovare una misura e le storie dei ballerini sono state accolte con grande affetto dalla gente, che è poi quello che più conta».