Alla vigilia della finale di Ballando con le stelle, Milly Carlucci parla di un «bilancio trionfale». «Non avremmo potuto sperare di meglio vista la crescente difficoltà della tv generalista - spiega -. Oggi il pubblico lo devi conquistare pezzo per pezzo. Il mio motivo di orgoglio è avere una presenza sui social e su RaiPlay fortissima, come se fossimo un programma per giovani. Si tratta quasi di un milione di persone in più che si sommano all’audience tradizionale. E, alla fine, la media di quest’anno finora è del 24,70% di share».

Come valuta l'andamento di questa edizione?

«Ogni anno ha la sua storia. In questa edizione c’è stato l’arrivo di un nuovo competitor importantissimo che è La ruota della fortuna che ha cambiato le regole del gioco. Inoltre, all’inizio, Ballando vive con puntate descrittive, in cui non ci sono eliminazioni, non puoi ancora fare la gara cattiva. Poi la storia cambia e diventa più appassionante, ma anche quest’anno siamo riusciti a trasformare un programma in un evento».

Non è mancato il pepe in giuria, con tensioni e scambi accesi.

«La nostra è una giuria libera, che non risponde a nessun copione e dice anche cose che possono essere scomode. È un gruppo con personalità molto diverse, che si scontrano e hanno opinioni spesso opposte, in un anno in cui c’è tanta qualità di ballo tra i concorrenti».