Quella Carta che "è lungimirante e persegue l'obiettivo dell'equilibrio tra poteri dello Stato" e nella quale la giustizia, "assegnata all'ordine giudiziario, costituisce espressione di un sapere che non si esaurisce nel dato tecnico-giuridico e, di conseguenza, non potrebbe mai essere affidato a sistemi di intelligenza artificiale".

Il giudice lavora materia viva, ha di fronte a sé uomini e donne e casi tutti simili ma tutti diversi, quindi la sua capacità consiste nel saper applicare la norma adattandola alla specificità delle singole situazioni.