E'scontro aperto tra l'Italia e il Consiglio d'Europa.

Dopo la lettera con cui la settimana scorsa Roma e Copenaghen hanno contestato alcune sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo in materia di migranti, questa volta a finire nel mirino della commissione contro il razzismo e l'intolleranza (Ecri) dell'organo intergovernativo con sede a Strasburgo sono state le forze dell'ordine italiane.

A innescare la polemica è stata la richiesta del presidente dell'Ecri, Bertil Cottier, al governo italiano di "condurre al più presto uno studio indipendente sul fenomeno della profilazione razziale nell'operato delle sue forze di polizia". Parole che hanno subito suscitato una reazione decisa da parte delle istituzioni italiane.

La premier Giorgia Meloni ha definito le accuse "vergognose", attribuendole a "un approccio ideologico" e a "pregiudizi evidenti". Ha quindi richiamato l'attenzione sui "numerosi episodi in cui agenti delle Forze dell'ordine vengono aggrediti, spesso da immigrati irregolari, mentre svolgono il proprio dovere con coraggio, dedizione e rispetto della legge".

Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto - attraverso una nota del Quirinale - invitando per giovedì mattina il capo della Polizia e direttore generale della Pubblica sicurezza, Vittorio Pisani, con l'intento di "riconfermare la stima e la fiducia della Repubblica nelle Forze dell'ordine, la cui azione si ispira allo spirito democratico e ai valori della Costituzione".