TORINO. «Trattati come criminali, circondati da otto agenti armati e da quattro addetti alla sicurezza aeroportuale. Tutto per colpa di un malinteso. E ora chiediamo giustizia». È la denuncia, raccolta da Il Secolo XIX, di Lorenzo Agnello e Francesca Forno, genitori di due bimbe di sei anni con disabilità riconosciuta dalla legge 104, protagonisti di un rientro da incubo dalla Repubblica Ceca.
Il racconto comincia all’aeroporto di Praga, dove la famiglia era in attesa del volo EasyJet per l’Italia. Le due bambine, gemelle, una con autismo e l’altra con Adhd (iperattività), hanno iniziato a correre per il terminal superando il cancelletto d’imbarco. Da lì, la situazione è degenerata. «Il personale della compagnia ci ha comunicato che non ci avrebbero fatto salire sull’aereo – spiega il padre – ma io non parlo inglese e ho cercato di spiegare con il traduttore che le bambine sono certificate, ho anche mostrato i documenti. Invece hanno chiamato la polizia».
Il risultato? Dodici agenti, otto con fucili automatici, hanno circondato la famiglia. «Uno ha persino estratto le manette – continua Agnello – non ci volevano ascoltare. È stato umiliante». La famiglia ha perso il volo e ha dovuto acquistare a proprie spese nuovi biglietti, spendendo quasi 900 euro. «Tutto questo – aggiunge – senza che avessimo fatto nulla. Nessuna minaccia, solo due bambine vivaci ma seguite passo passo».







