Feriti, ma soprattutto sorpresi per le accuse che arrivano dalle famiglie della Cairoli, la scuola dell’istituto comprensivo Rizzo a Prati che l’anno prossimo ospiterà due classi del liceo Tacito. Una in più rispetto a quella dell’anno scorso — i due istituti già da anni condividono spazi — e due in meno rispetto a quelle chieste per non mandare via una quarantina di aspiranti liceali dopo il boom di domande agli indirizzi linguistico e classico.
Primaria Cairoli, la protesta dei genitori: “No a accorpamento col Tacito”
di Valentina Lupia
Nel botta e risposta tra genitori delle scuole e liceo Tacito, ora intervengono anche i rappresentanti degli studenti. Che con una lunga nota rispondono direttamente alle accuse di “comportamenti inappropriati” contenute in una petizione lanciata su Change.org e in una lettera inviata all’Ufficio scolastico regionale e all’Ambito territoriale di Roma. Più nel dettaglio, alcuni genitori che vogliono mantenere l’anonimato hanno parlato di un episodio di body shaming ai danni di una bambina di 9 anni.
Parole che hanno scosso gli studenti del liceo e che hanno spinto i rappresentanti a intervenire, parlando di “gravi ingiurie”. Scrivono: “Riteniamo innanzitutto un gesto malizioso e impavido quello di implicare in una diatriba di carattere amministrativo-legale il corpo studentesco del liceo, che, oltre ad essere ignaro delle questioni prettamente burocratiche e quindi incapace di valutare coscienziosamente i fatti, risulta in modo palese non responsabile di nessuna delle accuse mosse nei suoi confronti”.






