Caricamento player
Il Tribunale amministrativo regionale (TAR) del Lazio ha accolto il ricorso di un’associazione di operatori del settore alberghiero e annullato una circolare del ministero dell’Interno che vietava di fare il check-in a distanza nelle strutture ricettive. Gli operatori del turismo possono quindi tornare a identificare gli ospiti delle loro strutture da remoto tramite varie modalità, dall’invio dei documenti di identità via email o per messaggio all’uso di software molto più specifici che permettono di confermare la veridicità e la corrispondenza dei documenti. L’obiettivo della circolare del ministero era introdurre controlli più stringenti, principalmente per motivi di sicurezza: il TAR ha ritenuto illegittima la richiesta.
Tra le altre cose la circolare rendeva di fatto inutili le key box, delle piccole scatole a combinazione con cui i turisti possono entrare autonomamente negli appartamenti presi in affitto, senza dover incontrare di persona i proprietari per farsi consegnare le chiavi. Il check-in a distanza non è necessariamente legato all’uso delle key box, ma spesso le due pratiche sono associate: di frequente, soprattutto per gli affitti brevi, dopo l’identificazione digitale l’ospite va all’alloggio, trova la chiave nella cassetta e accede, senza incontrare nessuno.










