«Figlia mia chi ti ha fatto del male la pagherà, vola in alto. Ora starai con i miei genitori. Tu sei stata importante e lo sarai per sempre». Enza Cossentino, la mamma di Martina Carbonaro, la 14enne trovata morta in un casolare abbandonato ad Afragola, vicino a Napoli, affida il suo dolore a un post su Facebook. La ragazza era uscita lunedì sera senza fare rientro a casa e i genitori avevano denunciato la sua scomparsa. Nella notte il tragico epilogo con il ritrovamento del cadavere e la confessione dell’ex fidanzato, un ragazzo di 18 anni. Nel luogo del ritrovamento è accorsa anche la donna, distrutta nell’apprendere la notizia. «Mia figlia Martina era bella come il sole» avrebbe riferito tra urla di disperazione e richieste di «giustizia».

La mamma di Martina Carbonaro: "Quel mostro ha finto di collaborare alle ricerche, era tranquillo"

«Ora starai con i miei genitori. Tu sei stata importante e lo sarai per sempre» cerca conforto la madre che nelle ore della scomparsa della ragazza ha sperato fino all’ultimo di riabbracciarla, ritrovarla viva. Sotto il post una foto in bianco e nero di Martina che scatta un selfie. Lo sguardo dei suoi anni dietro gli occhiali grandi. Centinaia i commenti, anche di persone che non conoscono direttamente la famiglia ma hanno seguito le ricerche attraverso i social, rilanciate da amici e parenti. Parlando con i giornalisti la mamma ha detto di «volere l’ergastolo» per l’assassino di Martina. «Voglio giustizia per mia figlia e l’ergastolo per quel mostro. L’ho trattato come un figlio. E pensare che lui e il padre hanno anche partecipato alle ricerche, ma ho pensato subito che c'era qualcosa che non andava», dice Enza Cossentino. «Gli aveva dato una sberla e io avevo capito che poteva essere violento e le dissi “Martina non è che viene qualcuno e mi dice che ti ha uccisa?” E così è stato. Lui era venuto a casa mia due settimane fa piangendo, aveva mangiato da noi e diceva che l'amava. Io le dissi “Martina se non lo vuoi più, lascialo”», racconta la madre ai giornalisti davanti casa sua. «Quando ho chiamato lunedì sera, alla terza telefonata, lui ha preso il suo telefono e io sentivo mia figlia affannata. Poi l'ha staccato».