LONDRA Forse perfino James Bond avrebbe avuto qualche difficoltà nel trovarsi di fronte a un criminale tanto spietato come quello che Pierce Brosnan interpreta in Mobland, nuova serie diretta da Guy Ritchie, disponibile su Paramount+ dal 30 maggio. Con lo stesso charme con cui vestiva i panni dell’agente segreto, ora Brosnan, 72 anni meravigliosamente portati, si addentra nei meandri del male per dare vita a Conrad Harrigan, capofamiglia di un clan criminale di Londra: sua moglie è un’altrettanto feroce Helen Mirren mentre il suo braccio armato è Tom Hardy. Tutta gente che stringe le mani giuste e spezza quelle sbagliate con la stessa disinvoltura.
Dopo tanti eroi positivi, come è stato interpretare un personaggio così cattivo?
«Mi è piaciuto moltissimo — confessa Brosnan —. Mi ha permesso di esplorare emozioni nuove e di andare in ogni direzione ritenessi opportuna. La sceneggiatura era davvero ottima e Guy Ritchie mi ha lasciato libero. Ho accettato dopo aver letto i copioni dei primi cinque episodi (dei dieci totali, ndr.) e ho detto: voglio fare questa serie. Costruire il personaggio con Guy è stato fantastico: mi ha detto di non pensarci, di liberare la mente che tutto sarebbe arrivato spontaneamente. Ovviamente io invece ci pensavo tutto il tempo ma poi, al momento di girare, ho semplicemente iniziato a recitare ed è stato un buona la prima. È stato liberatorio e molto bello vedere che il regista si fidava in questo modo di me».






